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Rockisland.it intervista Faris Badwan: da cantante degli Horrors a infiltrato in Vaticano

 

Altissimo, longilineo e con la faccia da ragazzino, Faris Badwan non ha ancora compiuto 25 anni ma ha già una carriera da rockstar avviata (come frontman degli Horrors) e una passione per i disegni che lo ha già portato a esporre le sue opere in tutta Europa.

In attesa dell’uscita del terzo album degli Horrors (prevista per luglio) il cantante ha trovato il tempo per pubblicare il disco d’esordio dei Cat’s Eyes, progetto che condivide con l’affascinante soprano italo canadese Rachel Zeffira.

Un disco interessante e originale, dall’atmosfera profondamente cinematografica, che propone pezzi eterogenei in cui la voce cupa di Faris intervalla quella soave di Rachel.

Incontro il cantante in occasione dell’unica data italiana dei Cat’s Eyes e rimango subito piacevolmente colpito dai suoi modi gentili e dalla sua calma che contrastano con l’immagine dark che i capelli corvini e i tatuaggi raffiguranti dei pipistrelli danno di lui;

Quando tu e Rachel vi siete conosciuti? E’ vero che ti dava lezioni di canto?

Oh no, lei era un’amica di amici. Siamo appassionati di cinema e ci scambiavamo dei film, come ‘Lezioni di piano’. Poi abbiamo iniziato a scambiarci cd perchè a me piace molto fare delle compilation per i miei amici. In seguito Rachel mi ha mostrato una canzone che ha scritto e così abbiamo iniziato a lavorare insieme.

Ma conoscevi la sua musica?

No, non la conoscevo.

E quando vi è venuta l’idea di fare un intero disco insieme?

Oh, mentre stavamo scrivendo ci siamo ritrovati con una ventina di pezzi pronti così abbiamo voluto registrarli. Non abbiamo mai pensato all’inizio di farlo ma continuando a lavorare abbiamo deciso che ne avevamo abbastanza per fare un album, un buon album.

Qual’è la differenza tra questo progetto e il tuo ruolo negli Horrors?

Prima di tutto qui suono la chitarra e non sempre canto e questo per me è buono. E la musica è diversa. Ho l’opportunità di connettermi con persone diverse.

L’esordio dei Cat’s Eyes ha un sapore molto cinematografico, sembra essere la colonna sonora di un film…

Oh sì, ci piacerebbe molto fare la colonna sonora di un film un giorno.

Si sentono nel disco dei richiami alle colonne sonore di Ennio Morricone ma ricorda a volte anche le atmosfere di Eyes Wide Shut…

Sì un po’; abbiamo guardato quei film insieme. Nino Rota è stato una grande ispirazione per noi, sai del Padrino. A me piace molto anche… Conosci il film Scorpio Rising? La colonna sonora di quel film mi piace molto.

Una cosa che mi piace molto dell’album dei Cat’s Eyes è come sia eterogeneo, con pezzi molto diversi tra loro. Ci sono canzoni molto dolci e altre molto dark…

Sì, volevamo che fosse così; credo che una cosa buona dell’album sia che ci siano molte emozioni diverse. Questa è una cosa molto importante.

Molti fan degli Horrors sono rimasti molto sorpresi quando ti hanno visto cantare in Vaticano con Rachel; come ci siete riusciti?

Quando Rachel era più giovane, credo avesse intorno ai 18 anni ed era una cantante d’opera, ha cantato per il papa e quindi aveva dei contatti. Non abbiamo detto che eravamo i Cat’s Eyes e abbiamo cantato in una delle cinque messe che vengono celebrate a San Pietro ogni giorno. E’ stata una bella esperienza, inedita. Quando entri in San Pietro è tutto maestoso, è emozionante, soprattutto se ci vai per un concerto.

Passiamo per un attimo agli Horrors. Ho sentito Still Life, il primo pezzo che avete messo a disposizione dal nuovo album, Skying. Ci puoi dare qualche anticipazione riguardo al nuovo lavoro?

E’ molto distante dall’ultimo album. Le canzoni sono migliori e suona diversamente. E’ più potente, è sicuramente un passo avanti rispetto al passato.

Il singolo Still Life è rappresentativo del sound generale del disco?

Veramente no. Un po’ ma non del tutto. E’ una cosa diversa, ci sono molte emozioni insieme. Non direi che il resto dell’album suona come quello.

Quando è iniziato il progetto Cat’s Eyes qualcuno ha parlato di problemi negli Horrors…

No no, con gli Horrors va tutto benissimo e il nuovo disco è il migliore che abbiamo fatto fin’ora.

Tu non sei solo un cantante e un musicista ma hai anche una carriera di artista e hai esposto i tuoi disegni anche qui a Milano; Farai altre esposizioni?

Sì ma credo che ci vorrà ancora un po’ di tempo. Non voglio fare un’altra esposizione con le stesse cose. Quando avrò degli altri disegni li mostrerò. Io comunque disegno continuamente.

Cosa ti ha lasciato la collaborazione con Rachel?

E’ stato eccitante. Mi ha permesso di crescere come musicista e di fare cose diverse. E’ stato esaltante, è il motivo per cui ho voluto farlo. Ho avuto anche un approccio diverso alla musica, mi è servito molto.

Voci di corridoio dicono che tu e Rachel avete una relazione… E’ vero?

No, no. Le canzoni sono canzoni d’amore quindi è naturale che si pensi che ci possa essere qualcosa tra noi ma non è vero…


3 Responses for “Rockisland.it intervista Faris Badwan: da cantante degli Horrors a infiltrato in Vaticano”

  1. [...] ultima fatica della band guidata da Faris Badwan (intervistato recentemente da rockisland.it in merito al suo side project Cat’s Eyes), ha raggiunto la posizione numero 5 nella Top Five britannica, risultando in assoluto il miglior [...]

  2. [...] ultima fatica della band guidata da Faris Badwan (intervistato recentemente da rockisland.it in merito al suo side project Cat’s Eyes), ha raggiunto la posizione numero 5 nella Top Five del Regno Unito, risultando in assoluto il [...]

  3. [...] solamente il gusto per le atmosfere notturne ed il tono (a tratti) distaccato del cantato di Faris Badwan. Da questo calderone fuoriescono sonorità in continuo divenire, che donano agli splendidi brani [...]

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