
I Killers sono cresciuti; dopo ‘Hot Fuss’ del 2004, dopo i 5 milioni di copie vendute, dopo il primo tour mondiale era arrivato il momento per la band di Las Vegas di fare sul serio. E, si sa, crescere significa cambiare, ma non sempre cambiare significa migliorare. 2006: è il momento di preparare il secondo album: grande enfasi (“Il nuovo disco sarà il più bello degli ultimi 20 anni…â€), produzione affidata a grandi nomi (Flood e Alan Moulder, già al lavoro con U2 e Depeche Mode); il risultato è ‘Sam’s Town’, un lavoro che, superate le sperimentazioni dell’album d’esordio, vuole inserirsi direttamente tra i classici del rock, prendendo spunto, senza troppo pudore, dal repertorio di chi nei classici c’è già da parecchio tempo (U2, The Cure, Bruce Springsteen) . Il talento non manca a Flowers e soci, infatti il risultato è a tratti molto buono: ‘Read My Mind’, ‘Bones’ e ‘This River Is Wild’ sono pezzi ben riusciti, con una struttura complessa e arrangiamenti ricercati che portano la band due gradini sopra la maggior parte di quello che passa la radio. Buona impressione destano anche canzoni come ‘Sam’s Town’, ‘When You Were Young’ e ‘For Reasons Unknown’ che mantengono un po’ di spirito indie e rock presente nel primo album, pur se diluito in quell’atmosfera post-epica che pervade tutto il disco. E’ proprio quando i Killers si prendono troppo sul serio che iniziano i problemi: la pomposità , la presunzione di brani come ‘Uncle Johnny’, ‘My List’ e ‘Why Do I Keep Counting’ tolgono il velo alle esplicite brame di successo del gruppo, ormai non più a suo agio nei panni troppo stretti del panorama indipendente. Probabilmente con questo lavoro il gruppo troverà nuovo pubblico nei nostalgici di un certo rock americano vecchia scuola ma ne perderà sicuramente tra chi cerca nel rock spontaneità , energia e incoscienza: qualità che i Killers sembravano avere in ‘Hot Fuss’ e che li aveva fatti associare a band come Strokes e Franz Ferdinand. Dopo questa prova e visto il successo che stanno avendo in tutto il mondo sarà difficile rivedere l’ingenua band che conquistava il mondo con ‘Somebody Told Me’; non ci resta che sperare che non cresca questa affannosa ricerca dell’olimpo musicale.





































