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‘Human’.
Inizia con la superhit tratta dall’ultimo album l’attesissimo concerto milanese dei ‘Killers’ al Mediolanum Forum di Assago, sold out da diverse settimane. Show che trasporta la band di Las Vegas in un’altra dimensione: da fenomeno indie che trova la sua naturale collocazione nei club a rock band capace di riempire interi palasport. In linea con la nuova condizione, la scenografia importante con tanto di coriandoli, cascate di fuoco ed esplosioni.
‘Le origini’.
Malgrado parte del pubblico presente probabilmente abbia scoperto il gruppo solamente in seguito al successo mediatico di ‘Human’, l’emozione sulle prime note dei classici della band fanno vibrare il forum: ‘Somebody Told Me’, ‘Mr. Brightside’ ma anche ‘All These Thing That I’ve Done’ e ‘Jenny Was A Friend Of Mine’ provocano sussulti tra chi, orgogliosamente, ricorda quando, anni fa, ha scoperto quella band allora sconosciuta…
‘Il tributo’.
Tra le cover fatte nel corso della propria carriera, i ‘Killers’ hanno deciso di proporre al pubblico italiano una delle più riuscite, vuoi per l’ottima interpretazione vuoi per la bellezza cristallina dell’originale: ‘Shadowplay’ dei ‘Joy Division’. Mentre alle loro spalle scorrono immagini di Ian Curtis, il gruppo tiene una delle prove più convincenti della serata grazie alla minimalista potenza prevista dal pezzo. Al contrario, ‘Tranquilize’ soffre della mancanza di Lou Reed e della sua voce rauca e profonda a intervallare quella di Flowers.
‘Relax’.
Per spezzare il ritmo del concerto, la band sceglie di inserire in scaletta alcuni dei pezzi più originali di ‘Day & Age’. ‘I Can’t Stay’ e ‘Joy Ride’ vengono suonate consecutivamente creando un’atmosfera calda ed esotica grazie anche alle palme presenti sul palco e ai musicisti addetti a riempire i vuoti sonori che la band non può colmare. Nel corso dello show trovano spazio, tra le altre, anche ‘This Is Your Life’, ‘The World We Live In’ e ‘A Dustland Fairytale’ oltre a ‘Reasons Unknown’, ‘Read My Mind’ e ‘Bones’ estratte dal secondo album, ‘Sam’s Town’.
‘Epica’.
In alcuni momenti in particolare si ha l’impressione di essere partecipi di un grande evento. Attimi in cui l’urlo della folla sembra raggiungere e superare la voce amplificata di Flowers: ‘Spaceman’, ‘Mr. Brightside’ e ‘Sam’s Town’ (versione Abbey Road) sono gli elementi che permetteranno a questo show di conservare a lungo uno spazio nella memoria dei presenti. Il finale affidato a ‘When You Were Young’ rappresenta un adeguato epilogo della saga andata in scena con 4 protagonisti e migliaia di comparse.
“My heart belongs to Milan”.
Dichiarazione d’amore del frontman nei confronti di un pubblico che non ha certo represso l’affetto nei confronti della band. Non c’è dubbio che Brandon Flowers si senta a suo agio nei panni del padrone di casa, grazie a un carisma innato ma discreto e a una resa vocale che a volte pare persino limitata in studio. Da non dimenticare la bravura dei colleghi: la sezione ritmica può contare sulla potenza del batterista Ronnie Vannucci e sulle precise linee di basso di Mark Stoermer (da brivido l’inizio di ‘Jenny Was A Friend Of Mine’) mentre la chitarra di Dave Keuning non spicca sull’insieme del suono. Bravi e umili, i ‘Killers’ accontentano la maggior parte dei presenti grazie alla buona prestazione e a una scelta dei pezzi che racchiude l’essenza della loro carriera.





































