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Amy Winehouse è appena tornata da una lunga (3 mesi) vacanza ai caraibi, in cui ha potuto dare libero sfogo alle proprie capacità , registrando parecchi nuovi pezzi per il futuro album. Il problema è che si è fatta influenzare troppo dai ritmi reggae, al punto che l’etichetta discografica ha rifiutato tutte le nuove canzoni.
Le voci che circolano sottolinenano che l’insoddisfazione della casa discografica sia dovuta principalmente al brusco cambio di genere: Amy ha abbandonato senza troppi scrupoli le sonorità “vintage soul” per approdare a quelle reggae, tipiche delle zone in cui ha soggiornato (chissà se veniva in Italia…).
Altre lamentele riguardano i testi, giudicati troppo “cupi”, rispetto anche  a quelli di “Back To Black” del 2006.
Che dire, forse sarebbe meglio fare una telefonata a Mark Ronson (il produttore del primo album)?
(Lenesit…)





































