
Gli Snow Patrol, come i Coldplay, sono una di quelle band che è quasi necessario detestare, perchè non sono abbastanza arrabbiati. Non sono nè brutti nè sporchi nè tantomeno cattivi. Sono carini educati e gentili nonostante abbiano alle spalle una carriera ormai decennale (il primo disco, Songs for Polarbears è del 1998). Peggio del peggio, hanno pizzato una hit in Grey’s Anatomy, quella romanticissima Chasing Cars che li ha catapultati sotto gli occhi del grande pubblico delle serie tv.
Propongono un rock che confina strettamente con il pop, ritmato e orecchiabile. Da questo loro A Hundred Million Suns (prodotto tra l’altro da Jacknife Lee, noto per aver lavorato con Editors e R.E.M. ) prendiamo, per esempio, Take Back The City, inno alla vita notturna, agli amici, agli amori e al fascino che ogni grande città ha quando cala la notte. Nonostante si tiri un po’ per le lunghe, sfido chiunque ad ascoltarla una volta e poi a non andarsene in giro canticchiandola. Ma che male c’è? Crack The Shutters è la ballata del giorno dopo, quando più che pentiti si è ben contenti di svegliarsi a fianco di una precisa persona. E glielo si canta, facendo mano a mano crescere il ritmo. Il mood del disco, riflessivo e ottimista, è chiaro fin dal brano di apertura che nonostante il titolo un po’ enigmatico If There’s a Rocket, Tie Me To It, è una luminosa reminescenza con chitarra di una passione finita da poco. La passione appunto, forte e onesta, per la vita le donne e tutto il resto è quella che emerge dall’intero album . Non sono degli innovatori gli Snow Patrol, anche se ci provano ogni tanto a sperimentare, come quando chiudono il disco on un brano di 16 minuti, The Lightning Strikes .
Eppure ci credono comunque tanto, e quindi convincono.
Il loro frontman,Gary Lightbody, è talmente carino, gentile e convinto da dedicare un blog sul loro sito ufficiale e poi una serie di articoli su Q a quei musicisti che lo emozionano, spiegando quanto, come e perchè. E leggendo non si sa mai bene se apprezzare l’onestà o cedere all’ istinto di insultarlo per eccesso di bontà. Alla fine comunque, carini sì, ma banali no. Insomma, ce ne fossero di damerini così. Tra l’altro lui non ha nemmeno sposato Gwyneth Paltrow…





































