I La Roux sono stati una delle grandi rivelazioni dello scorso anno. Con un ottimo album d’esordio all’insegna del revival electro pop anni ’80 si sono guadagnati l’attenzione di pubblico e critica.
La carismatica cantante Elly Jackson è inoltre una delle protagoniste, insieme a Florence Welch e Natasha Khan (Bat For Lashes), dell’onda rosa che ha conquistato l’Inghilterra e che si appresta a invadere il mondo.
Nella sua unica data italiana a Milano la cantante trova ad aspettarla un pubblico prevalentemente giovane e femminile, entusiasta di vedere la sua figura androgina, dall’aura tipicamente britannica, la sua voce eterea e il suo splendido ciuffo.
Fin dal suo ingresso sulle note di Tigerlily, Elly colpisce per la naturalezza con cui occupa il palco, ballando e cercando continuamente gli occhi del pubblico nelle prime file. Il live prosegue con i pezzi del disco d’esordio del duo (In For The Kill, Quicksand, I’m Not Your Toy, Fascination...) e la cover di Under My Thumb dei Rolling Stones.
Il sound dal vivo è molto simile a quello su disco, sia per le qualità vocali di Elly che per gli arrangiamenti elettronici dei pezzi che hanno la controindicazione di far perdere umanità al concerto; sarebbe interessante se la band decidesse di proporre dal vivo degli arrangiamenti più analogici, con una batteria vera e magari una chitarra.
Dopo una breve pausa Il gruppo (3 musicisti più Elly) torna sul palco per suonare il tormentone Bulletproof e per ringraziare il pubblico dell’accoglienza.
Una volta detto della qualità della band non possiamo non commentare l’inadeguatezza della location. Ai Magazzini Generali, causa serate post concerto, i gruppi sono costretti a suonare a orari imbarazzanti (in questo caso alle 21) e il pubblico è obbligato a uscire immediatamente dopo la fine del concerto per far spazio ai preparativi. Inoltre in questo caso il volume era talmente basso che le voci (non le urla) del pubblico creavano un brusio che disturbava l’ascolto della cantante. Oltre a tutto questo abbiamo scoperto che una volta entrati nel locale non si può più uscire e rientrare (anche con il biglietto in mano a dimostrazione di aver pagato i nostri 20€) perchè all’ingresso non hanno i timbri.
Tutto questo per dimostrare che i Magazzini Generali sono oggi la peggior location in cui vedere un concerto a Milano.






































