Scoprire una band da un loro live ha sempre il suo fascino. Rimanere poi incredibilmente soddisfatti dalla performance dal vivo è ancora meglio. Questo è quello che mi è successo con i Band of Skulls, gruppo originario di Southampton, che fino a sabato scorso avevo ascoltato poco e anche piuttosto distrattamente.
L’esibizione del trio inglese al Circolo degli Artisti è stata incredibilmente potente, guidata da un carismatico Russell Marsden che non si è certo risparmiato.
Ma andiamo per gradi.
L’opening act è affidato ai Turbo Fruits, gruppo di Nashville, nato dalle ceneri dei Be Your Own Pet, con le loro sonorità marcatamente indie rock. Anche loro non sono affatto male live e, soprattutto, merita menzione la chiusura dell’esibizione con il frontman Jonas Stein e il bassista John Eatherly che sono scesi dal palco, hanno scavalcato la transenna e hanno finito il concerto praticamente suonando tra il pubblico.
I Band of Skulls sono saliti sul palco dopo pochissimo aprendo con Light of the morning, dando già da subito l’impressione di non avere la minima intenzione di fare un’esibizione sottotono.
Particolarmente belle anche Death by diamonds and pearl e Friends, ma è su I Know What I am, brano più conosciuto della band, che viene fuori tutta l’energia del trio di Southampton.
Il resto del concerto è tutto un susseguirsi di sonorità ritmiche molto vicine al blues, ma più pesanti, accentuate dalla bravura di Mardsen, ragazzo tanto schivo fuori dal palco quanto magnetico durante il live.
Anche per loro incredibile finale con Impossible, a degna conclusione di un’esibizione davvero senza pecche.








































