Ci sono appuntamenti che si trasformano in una festa; serate che, complice il clima, l’atmosfera e la partecipazione, possono rendere godibile anche Milano in piena estate.
All’Arena civica, in Parco Sempione, ci sono in cartellone Paolo Nutini e Florence & The Machine, molto più di una spalla del cantautore scozzese.
La cantante sale sul palco e ammalia subito il pubblico con il suo look a metà tra fantasma e regina dei vampiri; eterea, austera ma sensuale, Florence propone al pubblico che sta prendendo posto i pezzi dell’album d’esordio, molto apprezzato da pubblico e critica.
L’inizio del concerto è tiepido ma con il passare del tempo, complice il continuo afflusso di pubblico, lo show si scalda e raggiunge l’apice con una splendida versione di Drumming Song, con Dogs Days Are Over (durante la quale la cantante coinvolge il pubblico in un salto collettivo) e con la finale Rabbit Heart.
Una voce, quella di Florence Welch, poderosa e calda che non risente dei balzi da ballerina che la cantante compie per il palco, leggera ed elegante.
Terminato lo show di Florence & The Machine inizia l’attesa dei fan per Paolo Nutini che termina dopo mezz’ora sulle note di 10/10. Il cantautore si presenta con una canotta bianca attillata e con un bicchiere di vino rosso che lo accompagnerà per tutto il concerto.
L a scaletta è piuttosto incentrata sul secondo disco di Nutini, Sunny Side Up, ma ben equilibrata tra pezzi lenti e canzoni più ritmate; il risultato è l’unione di pezzi di cantautorato che ricordano Dylan e pezzi divertenti e ballabili, godibili dalla platea eterogenea presente all’Arena.
Oltre all’entusiasmo provocato da pezzi ormai divenuti classici come New Shoes o Pencil Full Of Lead, emozionano Candy, Coming Up Easy grazie al loro crescendo e Jenny Don’t Be Hasty, che chiude la prima parte dello show.
Il cantante riserva però per il finale le sorprese maggiori, con una bellissima cover di Time To Pretend degli MGMT e il tributo al pubblico e alle sue origini fatto interpretando Caruso di Lucio Dalla prima di salutare la folla.
Calcolando la giovane età di Paolo Nutini, il suo innegabile talento e la capacità di coinvolgere ampie fasce di pubblico con la sua musica, non abbiamo dubbi che sentiremo parlare di lui ancora per molto tempo.






































